Illustre Signor Sindaco (Ovvero leggete, meditate e fatevene una ragione). Illustre Signor Sindaco, credo ormai di aver capito come si costruisce una STRADA in un quartiere nuovo nella Città di (.....). Così: si installeranno dapprima in aperta campagna i pali con il nome della strada che si vuol tracciare, facendo bene attenzione che il nome scelto non abbia nessun riferimento coi luoghi ma sia di mediocre personalità scomparsa da almeno dieci anni e quindi dimenticata. Si costruiranno subito dopo le case della strada (meglio se enormi palazzi a otto piani vivacemente colorati), sempre lasciando intatti i naturali avvallamenti del terreno tra casa e casa, avendo anzi cura che si trasformino in palude nei giorni di pioggia. Una volta abitate le costruzioni (intanto si sarà provveduto ad abbattere tutti gli alberi che deturpano i cantieri edilizi e ostacolano le manovre degli autocarri), si farà uno scarico di materiale pietroso sul terreno riservato alla strada vera e propria. Questo materiale non andrà tuttavia distribuito per tutta l'area, ma sistemato in piccole piramidi, che sarà bene lasciare per almeno un anno al loro posto, per facilitare i giochi dei ragazzi. Trascorso questo tempo si passerà a un livellamento sommario della pista e alla costruzione dei marciapiedi, che dovranno risultare alti circa un metro sul livello della suddetta pista, per evitarne "l'uso" sconsiderato da parte dei pedoni. L'anno seguente si appresterà infine la strada propriamente detta, con la sua massicciata di cemento e i necessari strati di catrame. Questo lavoro, tuttavia, sarà bene interromperlo a metà, per riprenderlo con maggior lena l'anno successivo e portarlo quindi a termine. Due giorni dopo che la strada sarà stata inaugurata, si renderà utile riaprirla nel senso della sua totale lunghezza per l’installazione dei tubi del gas illuminante. La strada, dopo tale necessario lavoro, che apporterà grande beneficio ai suoi abitanti, apparirà con una marcata gobba nel centro. Non dovremmo preoccuparcene, poiché un mese dopo (in certi casi, una settimana dopo), la stessa strada dovrà essere riaperta per la seconda volta, sempre nel senso della sua lunghezza e con trincee trasversali, per l'installazione dei cavi indispensabili al trasporto dell'energia elettrica.  A questo punto si potrebbe pensare che noi approfitteremmo della singolare circostanza per sistemare definitivamente anche i pali della luce, sui marciapiedi. No, signor Sindaco, tale lavoro sarà bene rinviarlo sempre alla stagione invernale, quando il fango lo renderà più interessante. Comunque, la sistemazione dei suddetti pali precede, per solito, di un mese appena, talvolta di quindici giorni, l’installazione dei tubi per il deflusso dell’acqua potabile, che richiederà una terza, più vasta e impegnativa riapertura della sede stradale e il ripristino delle caratteristiche trincee. In certe strade sì potrà addivenire a una quarta apertura della massicciata (o dei marciapiedi), per il passaggio dei cavi del telefono. Ma si tratta, signor Sindaco, di strade "signorili"! Nelle strade dei quartieri popolari gli impiantì del telefono saranno possibili col ragionevole ritardo di almeno cinque anni. Quindi, per quanto concerne i cavi del telefono, si potrà aspettare che siano avviati i necessari lavori di restauro alla massicciata, con quale economia lascio a lei immaginare. Qualora poi, per renderla gaia e salubre, si volesse adornare di alberi la nostra strada, si provvederà, con un'opportuna riapertura dei marciapiedi, a piantare, a conveniente distanza l'uno dall'altro, arbusti di oleandri già secchi: per evitare sia l'ombra (per quanto piccola possa essere) che questi alberi fanno, sia un'eccessiva vivacità di colori che andrebbe a scapito dell'arcobaleno edilizio. Altri alberi già secchi che potranno essere piantati convenientemente (ma solo nei viali) sono il pino marittimo secco e l'acacia secca. Quest'ultima, signor Sindaco, è forse più consigliabile poiché le sue radici, raggiungendo facilmente i condotti e le tubature poste, come sappiamo, nel sottosuolo, possono danneggiarle e rendere necessaria una quinta, e non necessariamente ultima, riapertura della sede stradale: essendo la sesta per solito riservata all'eventuale installazione delle fogne. Ennio FLAIANO (Estratto da: Taccuini d'occasione, 1956-1960). NOTA. Dopo 55 anni le cose sono davvero così diverse?